venerdì, gennaio 20

L’antica Histonium covo di pirati frentani.

La Histonium dei Frentani e la costa d’Abruzzo e Molise nell’antichità. Una sintesi delle ricerche storiche ed archeologiche a Punta Penna di Vasto (CH)“,  a cura dell’archeologo Davide Aquilano, massimo conoscitore dei siti archeologici dell’area frentana.

Il saggio, molto ben articolato e ricco di rilievi fotografici e mappe, ricostruisce con accuratezza le fonti storiche, i reperti e le testimonianze dell’ insediamento frentano di Histonium, in località Punta Penna di Vasto.

Da sempre oggetto di importanti ritrovamenti archeologici, il sito di Punta Penna è oggi al centro di una rinnovata attenzione storiografica grazie a recenti considerazioni di carattere storico ed archeologico, recuperi fortuiti ed indagini archeologiche sistematiche“.
Negli ultimi decenni la storiografia più attenta ed accorta, anche se con prudenza, aveva avanzato l’ipotesi che il sito della frentana Histonium fosse da identificare sulla piana di Punta Penna“.
Queste prime ipotesi storiografiche, sono state confermate da successivi scavi archeologici (avvenuti nel 1993, 2000, 2001) che hanno fatto emergere  l’esistenza nella piana di Punta Penna di un centro urbano che si sviluppò molto probabilmente attorno ad un santuario, come testimoniano le iscrizioni in lingua osca rinvenute.
Il sito di Punta Penna coincide quasi con certezza con la Histonium dei Frentani, di quel popolo di cui Strabone ricorda l’attività piratesca in un’epoca collocabile plausibilmente nel IV secolo a.C.
Partendo da un’iscrizione ateniese del 320 a.C., menzionante l’attività della pirateria tirrenica nell’Adriatico meridionale, è stata avanzata l’ipotesi che Histonium fosse un covo di pirati etruschi, che avevano creato una sorta di rete di siti costieri funzionali al saccheggio delle navi ed al danneggiamento del commercio greco.
Più plausibile è l’ipotesi che il brano straboniano risenta della situazione venutasi a creare nell’Adriatico all’indomani del foedus tra Frentani e Romani del 304 a.C., che avrebbe potuto prevedere l’attività piratesca dei primi a favore dell’attività mercantile dei Rodii in Adriatico – alleati dei Romani – contro gli interessi di Demetrio Poliorcete ed in contrasto con la pirateria etrusca. Ad ogni modo, la distanza di circa venti anni (320/304 a.C.) tra le due situazioni consente di ammettere che entrambe le ipotesi si siano verificate“.
L’insediamento di Punta Penna venne poi abbandonato agli inizi del I secolo a.C., “in concomitanza con la fine del bellum Marsicum e la rifondazione di Histonium da parte dei Romani nel luogo oggi occupato dal cuore del centro storico di Vasto” (pag. 68).

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